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Penetration test IoT: cosa attacchiamo e cosa troviamo

Cosa copre un pentest IoT, da porte di debug e firmware a radio, app e cloud, quali vulnerabilità emergono più spesso e come preparare il dispositivo al test.

Zyberum Security Team · Pubblicato il · 7 min di lettura

Un prodotto IoT non è mai soltanto un dispositivo. È hardware, firmware, un collegamento radio, un’app e un servizio cloud, e a un attaccante basta che uno solo di questi sia debole. Un penetration test IoT li esamina tutti insieme, perché gli attacchi interessanti di solito attraversano i confini tra l’uno e l’altro.

Ecco che cosa facciamo davvero in un test di questo tipo e che cosa continuiamo a trovare.

I cinque livelli che attacchiamo

1. Hardware

Per prima cosa apriamo il dispositivo. Sulla scheda cerchiamo interfacce di debug (UART, JTAG, SWD), test point e il chip flash. Una console seriale che porta direttamente a una shell di root resta uno dei risultati più frequenti sul campo.

Se la porta di debug è bloccata, proviamo a ottenere il firmware per un’altra via: leggendo direttamente il chip flash oppure inducendo con il glitching il processore a saltare un controllo.

2. Firmware

Una volta estratto il firmware, lo spacchettiamo e lo leggiamo. Le domande tipiche:

  • Ci sono password, chiavi API o chiavi private hard-coded?
  • Quali componenti open source contiene, e quanto sono vecchi?
  • Esiste una catena di secure boot, e ogni stadio verifica davvero il successivo?
  • Come vengono verificati gli aggiornamenti? Firmati, o soltanto confrontati con un checksum?

3. Radio e interfacce locali

Bluetooth LE, Wi-Fi, Zigbee, Thread, LoRaWAN o un collegamento proprietario sub-GHz: catturiamo il traffico, lo ritrasmettiamo e lo modifichiamo. Il pairing è un bersaglio privilegiato, perché molti dispositivi accettano chiunque lo chieda al momento giusto.

4. App

L’app associata spesso sa più di quanto dovrebbe. La decompiliamo, cerchiamo segreti e osserviamo come comunica con il dispositivo e con il cloud.

5. Cloud e API

Qui verifichiamo se un cliente può raggiungere i dispositivi di un altro cliente. Il controllo degli accessi difettoso sugli ID dei dispositivi è il grande classico: cambiate un numero in una richiesta e controllate il prodotto di qualcun altro.

Che cosa troviamo più spesso

Risultato Perché è importante
Console di debug aperta (UART/JTAG) Controllo completo con accesso fisico e una via rapida al firmware
Credenziali o chiavi hard-coded nel firmware Un solo dispositivo estratto compromette l’intera flotta
Aggiornamenti non firmati o verificati in modo debole Un attaccante può installare il proprio firmware
Componenti obsoleti con vulnerabilità note Gli exploit pubblici funzionano senza modifiche
Pairing senza vera autenticazione Chiunque si trovi nelle vicinanze può prendere il controllo del dispositivo
L’API cloud si fida dell’ID del dispositivo Accesso ai dispositivi e ai dati di altri clienti
Stessa password predefinita su ogni dispositivo Compromissione di massa da internet

Nessuno di questi richiede tecniche esotiche. Richiede qualcuno che guardi.

Come si svolge un test

  1. Call di scoping. Quindici minuti per concordare il dispositivo, le sue interfacce e la profondità del test.
  2. Teardown e firmware. Entriamo nel dispositivo ed estraiamo ciò che vi gira.
  3. Attacco. Hardware, radio, app e cloud, e poi le combinazioni tra di essi.
  4. Report e debrief. Ogni vulnerabilità con proof-of-concept, severità e correzione, spiegata ai vostri ingegneri.
  5. Retest. Verifichiamo che le correzioni reggano.

Come prepararsi

  • Inviate almeno due dispositivi. Uno potrebbe non sopravvivere.
  • Mettete a disposizione un ambiente di test nel cloud, separato dalla produzione.
  • Forniteci immagini firmware e documentazione, se le avete. Fa risparmiare giorni.
  • Indicate un ingegnere che possa rispondere rapidamente alle domande.

Perché adesso

Dal 1° agosto 2025 i requisiti di cybersecurity della Radio Equipment Directive si applicano ai dispositivi wireless, e da dicembre 2027 il Cyber Resilience Act si applicherà a quasi tutto ciò che ha elementi digitali. Entrambi si aspettano che i prodotti vengano testati prima di essere immessi sul mercato.

Volete sapere come regge il vostro dispositivo? Scoprite i nostri test di sicurezza IoT oppure richiedete un’offerta per un pentest.

FAQ

Domande frequenti

Di che cosa avete bisogno da noi per un pentest IoT?

Due o tre dispositivi, idealmente uno con accesso di debug abilitato, l’app associata, un account di test per il cloud e tutta la documentazione esistente. Più materiale riceviamo, più in profondità possiamo andare nello stesso tempo.

Il test danneggerà il dispositivo?

Gli attacchi hardware possono farlo. Apriamo i dispositivi, saldiamo sui test point e a volte rimuoviamo i chip flash, per questo chiediamo più di un campione.

Un pentest IoT è sufficiente per il Cyber Resilience Act?

È un tassello importante: il CRA richiede che i prodotti vengano immessi sul mercato senza vulnerabilità sfruttabili note e che vengano testati. Servono inoltre processi di sviluppo sicuro, gestione delle vulnerabilità e documentazione.

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